
Il Dr.Giovanni Leone e la Dr.ssa Alessia Pacifico hanno partecipato al congresso EADV che si è tenuto a Berlino dal 5 ottobre al 10 ottobre.
Nel corso di questo importante congresso europeo e di rilevanza internazionale si è tenuta la riunione del board editoriale della rivista Photodermatology, Photoimmunology e Photomedicine (PPP). La rivista è la più prestigiosa testata scientifica che tratta di argomenti correlati alla fotodermatologia.
Erano presenti gli esponenti di spicco della foto dermatologia europea che fanno parte del Comitato Editoriale della rivista. L’8 ottobre si è tenuta una importante sessione interamente dedicata alla vitiligine presieduta come moderatori dal Prof. Mauro Picardo e dalla Professoressa Karin Schallreuter. In questa sessione è stata presentata a lettura del Dr. Giovanni Leone relativa all’impiego della fototerapia mirata nella vitiligine. Sono stati presentati i risultati ottenuti nel corso di questi ultimi anni presso il Servizio di Fototerapia dell’Istituto Dermatologico San Gallicano. In particolare si è puntata l’attenzione sui buonissimi risultati ottenuti con l’impiego del laser ad eccimeri e molto recentemente con l’impiego del laser associato alla nuova metodica di trapianto cellulare autologo nelle forme di vitiligine segmentaria. La Dr.ssa Alessia Pacifico ha presentato una importante comunicazione nel corso del Photodermatology Day, che è la riunione organizzata annualmente dalla Società Europea di Fotodermatologia. Nel corso di tale riunione vengono discusse tematiche di interesse del settore ed è un occasione di incontro per gli esperti europei di foto dermatologia. La relazione della dottoressa Pacifico verteva sull’impiego combinato della fototerapia UVB a banda stretta con l’assunzione di un nuovo complesso antiossidante con l’estratto di una pianta, una felce, dalle note proprietà fotoprotettive e antiossidanti: il Polypodium leucotomos. Lo studio presentato dalla Dr.ssa Pacifico si è svolto presso il Servizio di Fototerapia dell’istituto San Gallicano di Roma ha dimostrato che l’associazione del composto antiossidante con la fototerapia UVB a banda stretta permette di ottenere risultati migliori per quanto riguarda la percentuale di ripigmentazione ottenuta e di diminuire la durata del trattamento riducendo così i rischi collegati all’esposizione agli ultravioletti.


