Facilmente riconoscibile ad occhio nudo per la caratteristica presenza di macchie bianche di forma rotondeggiante con bordi irregolari, la vitiligine costituisce una delle patologie che colpisce la pelle. A livello mondiale il suo tasso di incidenza è del 3-4% circa e può manifestarsi con più frequenza su alcune aree del corpo tra cui:

  • ginocchia;
  • pieghe delle ascelle e dell’inguine;
  • gomiti;
  • intorno alla bocca e agli occhi;
  • volto.

Spesso il manifestarsi delle macchie è conseguente a traumi di diversa natura come quelli psico-affettivi, tuttavia anche l’esposizione al sole può avere un ruolo chiave nel rivelare questa patologia.

Ed è proprio la presenza di macchie dalla grandezza variabile, che fa della vitiligine non solo una malattia, ma anche un problema estetico. A parlarne apertamente negli ultimi anni sono stati anche diversi personaggi dello spettacolo che hanno mostrato in pubblico i segni della malattia con cui convivono ogni giorno. Un modo differente dunque di affrontare la patologia rispetto al passato, dal momento che molte di queste star ne hanno fatto il proprio punto di forza.

D’altronde si tratta di una patologia per la quale ad oggi non ci sono farmaci specifici (anche se ci sono novità interessanti in fase di sperimentazione) e i trattamenti non sempre possono dare i risultati sperati.

Per approfondire al meglio le cause, i sintomi e i possibili trattamenti della vitiligine, abbiamo chiesto il consulto del dottor Andrea Paro Vidolin, Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia e Venereologia.

Cos’è

«La vitiligine è una patologia della cute che può colpire sia uomini che donne. Può comparire a qualsiasi età, ma nel 50% dei casi può manifestarsi tra i 10 e i 30 anni. Si tratta di una malattia che può restare in silenzio per anni per poi svilupparsi in modo brusco. Si possono distinguere due forme di vitiligine, la generalizzata e la localizzata, che vengono diagnosticate in base a parametri quali l’estensione delle lesioni e la modalità di distribuzione. La forma generalizzata è quella più frequente e colpisce più aree cutanee simmetricamente e bilateralmente. Diversamente, la vitiligine localizzata colpisce una sola zona del corpo».

Spesso ci si chiede se a scatenare la vitiligine sia l’esposizione solare. In realtà non sono i raggi UV provenienti dal sole a innescare questa malattia della cute, piuttosto possono farla notare maggiormente. Come? Accentuando il contrasto tra la cute sana che si “colora” e quella invece colpita dalla malattia che mantiene la colorazione iniziale.

Cause

«La diagnosi viene effettuata da uno specialista a seguito di una visita in cui viene valutato il grado di intensità della diminuzione della pigmentazione. In caso di vitiligine localizzata, l’intensità della diminuzione della pigmentazione viene valutata tramite confronto con la cute adiacente sana. Diversamente, la valutazione viene fatta attraverso il confronto con la pelle dei genitori».

Inoltre, per escludere la presenza di altre malattie autoimmuni, è bene che il soggetto con vitiligine effettui uno screening anticorpale. Nel caso in cui il paziente lamenti disturbi visivi, è consigliabile svolgere anche una visita oculistica poiché esiste una possibile un’associazione con patologie oculari. Allo stesso modo, meglio approfondire eventuali disturbi dell’udito lamentati, in quanto potrebbero costituire un campanello d’allarme per patologie ereditarie.

Sintomi

«La vitiligine si manifesta tramite la comparsa di evidenti macchie di dimensioni variabili e dai contorni irregolari. Le chiazze sono di colore bianco latteo, distribuito uniformemente. Questa patologia può colpire diverse aree del corpo come gomiti, ginocchia, dorso delle mani, ombelico, polso, viso. I peli delle zone colpite spesso sono bianchi, ma talvolta possono essere radi o cadere».

Trattamenti

Come spiega l’esperto, il piano terapeutico della vitiligine comprende diversi trattamenti come:

  • fototerapia. Si tratta di uno degli approcci terapeutici più efficaci. Nello specifico, viene stimolata la comparsa di ripigmentazione nelle zone colpite dalla malattia attraverso radiazione ultravioletta che può essere affiancata alla somministrazione sistemica o topica di prodotti fotosensibilizzanti;
  • i corticosteroidi topici. Sono indicati per il trattamento delle forme di vitiligine localizzate e per i bambini che non possono sottoporsi a fototerapia;
  • trapianto autologo di melanociti (le cellule che colorano l’epidermide) e cellule basali non coltivate. Si tratta di una delle tecniche più nuove di chirurgia della vitiligine che viene impiegata quando altri trattamenti non hanno dato il risultato sperato. Nello specifico, partendo dalla considerazione secondo cui le chiazze da vitiligine dipendono dalla scarsa attività dei melanociti, si opera “seminando” nelle macchie, melanociti ben funzionanti e presi dalle zone dove la cute è sana. L’aspetto positivo è che gli effetti collaterali sono praticamente nulli, quello che invece potrebbe accadere è che la situazione resti la stessa di quella precedente all’intervento. Tuttavia, si può contare su una percentuale di successi molto alta, ovvero il colore torna su oltre il 70% delle macchie.

Di recente inoltre, sono stati pubblicati degli studi sull’efficacia di due nuove sorgenti fototerapiche per il trattamento della vitiligine: la luce monocromatica ad eccimeri e il laser ad eccimeri 308 nm. Entrambe permettono di irradiare le chiazze di vitiligine senza andare ad intaccare la cute sana adiacente.

Trattamenti del futuro

«Ad oggi non ci sono medicinali specifici per la cura della vitiligine, tuttavia sono iniziate diverse sperimentazioni di farmaci. Si sta infatti lavorando anche ad un topico specifico per cui se ci saranno risultati significativi, si potrebbe arrivare ad avere il primo farmaco topico per il trattamento della vitiligine» conclude l’esperto.

In generale, la vitiligine è una patologia che può comparire in un qualsiasi momento della vita e che può essere trattata attraverso piani terapeutici differenti. Di grande nota sono i continui studi e le sperimentazioni in atto che potrebbero portare ben presto a trattare questa patologia della pelle in modo ancora più efficace.