Acne: PDT o fototerapia? Scelta guidata in base ai meccanismi di azione


Centro di Fotodermatologia e Cura della Vitiligine, Ospedale Israelitico, Roma

I trattamenti con laser, luce di varia natura, ecc. per l’acne possono essere classificati in base al bersaglio e conseguentemente al meccanismo con cui interagiscono con la cute, vedi effetto sul P. acnes o sull’unità pilo-sebacea, che include le ghiandole sebacee e l’infundibolo follicolare.

Le metodiche e/o apparecchiature possono anche essere classificate in base al meccanismo di azione, vedi effetto fotochimico piuttosto che fototermico, quest’ultimo basato sulla teoria della fototermolisi selettiva con cromofori endogeni incluse porfirine e acqua. Le diverse fototerapie possono essere combinate con l’uso di una sostanza fotosensibilizzante esogena per amplificarne gli effetti: PDT. L’utilizzo combinato della luce blu e rossa presenta un effetto sinergico antibatterico e antinfiammatorio.

La luce blu (415 nm) raggiunge le porfirine di P. acnes, e innesca la formazione di radicali liberi (ROS) che portano alla morte dei batteri. La luce rossa (633 nm) riduce l’infiammazione. La fototerapia dell’acne è una modalità sicura, con pochi effetti collaterali, da riservare però alle forme di lieve media entità. Le apparecchiature possono essere costose e I trattamenti richiedono motivazione e osservanza. Comunque, i risultati sono inferiori alla PDT e a quelli ottenuti con l’uso di alcuni laser (PDL, infrarosso, ecc.).

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