Si, in effetti con discernimento e “cum grano salis” in attesa di avere i veri benefici del pepe nero…

Riceviamo molte mail, oltre che domande dirette dei pazienti nel corso delle visite su questa sostanza e il suo possibile impiego nel trattamento della vitiligine.

Senza addentrarci in disquisizioni troppo accademiche possiamo dire, attenendoci alla nostra filosofia che vuole valorizzare solo l’informazione “scientifica”, che esistono basi sperimentali serie che dimostrano una efficacia pigmentogena della piperina nell’animale da laboratorio (tipi particolari di topi) soprattutto in associazione all’esposizione alla radiazione ultravioletta. Si tratta di studi autorevoli di studiosi di fama. Invece non esistono dati pubblicati relativi a studi sull’uom (almeno fino a ieri nulla era citato sull’autorevole database PUB MED). I preparati reperibili sono preparati galenici in cui il principio attivo può essere incluso in diversa forma o in diversa quantità. Per poter avviare una sperimentazione seria sull’uomo il principio attivo deve essere studiato e valutato dal punto di vista tossicologico e il prodotto approvato per una sperimentazione dagli organismi competenti, se si tratta di un farmaco.

Per avere un’ idea sulla situazione attuale potete leggere l’articolo pubblicato al riguardo dal Board Scientifico della autorevole  società Britannica “Vitiligo Society”, associazione di pazienti di indubbia serietà.

In conclusione: le premesse sono molto interessanti, la sperimentazione seria sull’uomo necessaria e auspicabile e speriamo che ci confermi l’efficacia del principio attivo. Sui prodotti galenici che vengono venduti siamo molto scettici, perché non vi è nessun controllo e nessuna standardizzazione, ricordiamoci che il “farmaco” con le sue lunghe procedure di sperimentazione ed approvazione offre le migliori garanzie.

leggi l’articolo della Vitiligo Society