vitiligine

«Generalmente questa pratica è sconsigliata da noi dermatologi perché sebbene il tatuaggio in sé (se eseguito con buona metodica e ottimi pigmenti) non sia causa diretta di comparsa di vitiligine tuttavia, come nel caso di altre malattie cutanee ( quali ad esempio la dermatite atopica e la psoriasi), anche in questi pazienti si può verificare la comparsa di un fenomeno chiamato isomorfismo reattivo cutaneo o fenomeno di Koebner caratterizzato dall’insorgenza sulle zone dove è avvenuto il traumatismo (tagli, ustioni, tatuaggi etc.) di una nuova chiazza di malattia. Studi recenti ipotizzano che tale fenomeno si manifesti soprattutto quando la malattia si trova in fase di peggioramento ma, purtroppo, non è possibile azzerare o prevedere il rischio che questi si verifichi comunque anche anni dopo la realizzazione del tatuaggio sia con la comparsa di una chiazza vitiligoidea su pelle sana che, nel caso di copertura di una lesione giù presente , con allargamento della stessa».

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