Con l’arrivo dell’estate molti sono i dubbi per chi soffre di vitiligine. I consigli e le informazioni utili  forniti dal Dr. Andrea Paro Vidolin in questo articolo risponderanno alle domande più frequenti sul rapporto tra vitiligine e sole.

Anzitutto bisogna ricordare che la vitiligine è una malattia della pelle caratterizzata dalla perdita progressiva della melanina. Esordisce in maniera improvvisa e in alcuni casi può avere uno sviluppo estremamente veloce. Si manifesta con chiazze acromiche, ossia macchie di colore chiaro che possono comparire ovunque, anche se in genere si localizzano a livello delle mani, del volto e dei genitali.

Con l’arrivo dell’Estate, chi è affetto questa malattia si sarà posto certamente la fatidica domanda “posso prendere il sole?”. La risposta non è forse così scontata e serve fare chiarezza.

La pelle “sana” è protetta da melanina. Quando ci si espone al sole, l’effetto di quest’ultimo è quello di aumentarne la produzione trasformando la pelle in un colore più scuro per proteggerla dalle scottature.

Nel caso della vitiligine, l’assenza di melanina, rende le chiazze molto sensibili e, senza una opportuna protezione, l’esposizione al sole può portare a uno spiccato eritema con prurito e sensazione di bruciore. Le radiazioni inoltre aumentano il contrasto con la cute sana, rendendo le chiazze marcatamente più visibili.

Dunque appare sconsigliato esporsi al sole, ma con i dovuti accorgimenti e adottando una fotoprotezione adeguata e specifica per pelli con vitiligine è ancora possibile. D’altra parte, rinunciare del tutto al sole potrebbe essere addirittura controproducente. Abbiamo bisogno di luce solare per mantenerci in buona salute e gli effetti benefici su corpo e mente sono notevoli.

Diversi studi, infatti, tendono ad evidenziare gli effetti benefici delle radiazioni solari sulla pelle di chi soffre di vitiligine: i raggi solari contengono sia radiazioni UVB sia radiazioni UVA; le radiazioni solari principalmente di tipo UVB, favoriscono la ripigmentazione delle aree affette da vitiligine e contribuiscono ad uniformare il colorito della pelle. Sotto l’azione diretta del sole, i melanociti, che provengono dalla cute sana ai bordi della chiazza o nei follicoli piliferi, si spostano nelle zone in cui la cute è più chiara. Le radiazioni UVA che sono meno “abbronzanti” penetrano la pelle più in profondità e sono peraltro causa di foto invecchiamento con le esposizioni ripetute.

I raggi del sole agiscono anche come un vero e proprio antidepressivo naturale, contribuendo ad alleviare gli stati di ansia e depressione che spesso sono presenti in chi soffre di vitiligine.

Pertanto, per consentire a chi è affetto da vitiligine di sfruttare al meglio i benefici dall’esposizione solare occorre utilizzare una fotoprotezione in grado di schermare selettivamente entrambi i tipi di radiazioni con SPF differenti, che offra una protezione media nei confronti delle radiazioni UVB e una protezione molto elevata nei confronti delle radiazioni UVA.

In ogni caso è buona norma limitare sempre il tempo delle esposizioni al sole ed evitando le ore centrali della giornata.

Infine, è fortemente consigliato rivolgersi al proprio dermatologo di fiducia per una più attenta e sicura indicazione riguardo ai prodotti da utilizzare e se evitare o meno di esporsi nel caso si stiano praticando terapie dermatologiche.